
Celebrare il Battesimo
Teologia
Gesù entra nelle acque del Giordano e il Battista lo immerge in esse (cfr. Mc 1,9-11) perché così si compia “ogni giustizia” (Mt 3,15). L’etimologia del termine “battesimo” rimanda appunto al verbo greco baptìzo, che significa “immergere”.
Gesù non viene battezzato per sé, ma per fare epifania della sua relazione con il Padre (che si rivela nella voce che viene dal cielo) e con lo Spirito Santo (la colomba che scende dall’alto). Al Giordano, dunque, si manifesta il mistero della vita stessa di Dio, della Santissima Trinità.
Questo gesto di immersione (cioè di apnea) nell’acqua e di emersione (cioè di respiro) Gesù lo compie dinanzi al Padre e allo Spirito Santo, anticipando in una simile “metafora rituale” la propria Pasqua di morte, sepoltura e risurrezione (evocata dal simbolo dell’immersione ed emersione). Ciò significa che la Pasqua è e sarà (ne viene dato un anticipo al Giordano) il luogo della piena e definitiva manifestazione di Dio all’uomo.
La Pasqua, pertanto, manifesta come le tre Persone divine, che sono l’Amore (1Gv 4,16), ci salvino dal peccato e dalla morte (l’assenza, il rifiuto dell’Amore) proprio portando l’Amore stesso dentro il peccato e la morte. Ecco perché l’uomo ha bisogno del Battesimo (Mt 28,19) per essere salvato: per essere strappato dal peccato e dalla morte gli è necessaria la vita divina.
Il Battesimo, che allora diventa segno/strumento efficace di salvezza, si compie unendoci sacramentalmente alla morte, sepoltura e risurrezione di Cristo. Ne dice Paolo, nella lettera ai Romani: “Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione” (Rm 6,3-5).
Le due forme
Il Battesimo degli adulti realizza in modo pieno il simbolo rituale. Come Gesù manifesta la propria relazione con il Padre (Mc 1,11) e con lo Spirito Santo (Mc 1,10), così l’adulto riceve il sacramento al fonte o nella vasca battesimale e, uscito dall’acqua, subito gli è data la Cresima per mezzo dell’unzione sulla fronte con il Crisma.
I bambini, per complesse ragioni storiche, celebrano il Battesimo quando sono molto piccoli, ma poi la Cresima viene differita dopo alcuni anni, anche se è “evocata” (pur senza essere sacramento) dall’unzione post-battesimale con il Crisma, nei cosiddetti Riti esplicativi.
Storia
La Chiesa celebra fin dalle origini il Battesimo come un’immersione nell’acqua compiuta nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Questo sacramento ha subito verso il XIII secolo una semplificazione rituale nella forma detta “per infusione”, che cioè prevede si versi l’acqua sul capo del battezzando, intendendo con tale gesto significare che l’acqua posta sopra la testa indica – per metafora rituale – che tutto il corpo è sotto l’acqua, cioè immerso.
Caratteristiche
Il Battesimo cristiano unisce gli uomini alla Pasqua del Signore, rendendoci figli adottivi di Dio e infonde la grazia di “rinascere a vita nuova” (cfr. Gv 3,5). È un dono che vale da marchio a fuoco indelebile; la tradizione ecclesiale parla di un “carattere” battesimale impresso nell’essere stesso di una persona. Il Battesimo, liberandoci dalla morte, scioglie e distrugge in ogni uomo il misterioso legame con il peccato originale. Il cristiano diventa così membro della Chiesa, che è il Corpo mistico di Cristo, una pietra viva dell’edificio spirituale.
Tale dono di grazia è unico, irripetibile, cosicché la Chiesa cattolica riconosce come vero Battesimo anche il sacramento celebrato nella Chiesa ortodossa o nelle antiche Chiese orientali oppure nelle Chiese nate dalla Riforma protestante. Per cui se un cristiano battezzato in simili contesti volesse diventare parte della Chiesa cattolica non dovrebbe essere battezzato nuovamente.
Celebrazione
Il Battesimo di adulti o bambini richiede alcune fondamentali attenzioni celebrative:
- Il luogo: è il Battistero della Cattedrale o il fonte battesimale della sola chiesa parrocchiale. Non è permesso battezzare in una chiesa che non sia parrocchiale e risulti priva del fonte battesimale. È vietato (eccetto il caso di urgenza) battezzare servendosi di bacili mobili.
- Il fonte battesimale non va collocato sul presbiterio (che è il luogo dell’Eucaristia), ma “presso” l’ingresso dell’aula liturgica (in una cappella o una zona adibita ad altari laterali da concordare con l’Ufficio Beni culturali e l’Ufficio per la Liturgia). Esso deve mostrarsi quale “porta”, ianua Ecclesiæ, perché il Battesimo ci introduce nel mistero stesso della Chiesa.
- Accanto al fonte (eccetto nel tempo che va dalla Veglia Pasquale alla Pentecoste), sta il cero pasquale, che è la vera “esegesi” del fonte stesso: si eviti perciò l’uso di apporre intorno a quest’ultimo allegorie tipo gli “alberelli della vita” e, in genere, le esposizioni delle foto dei bambini battezzati…
- Presso il fonte battesimale, se non fosse già presente al lato del presbiterio, è bene prevedere un piccolo tabernacolo per le ampolle degli olii santi (olio dei catecumeni, degli infermi e santo Crisma), strettamente congiunti al Battesimo.
- Si procuri di celebrare il Battesimo con grande proprietà simbolica ed ecclesiale. La Veglia Pasquale e il Tempo di Pasqua sono il tempo adatto per eccellenza ad accogliere questo sacramento. Esso si può celebrare, tuttavia, tutto l’anno, ma, esclusi i casi di assoluta impossibilità, nel giorno del Signore risorto: la Domenica (in pratica, dall’ora dei Primi Vespri del sabato fino a tutta la Domenica). Si può integrare il Battesimo nella celebrazione dell’Eucaristia, ma il Rituale raccomanda di non scegliere troppo spesso questa modalità.
- Per gli adulti (dopo i 14 anni) e i ragazzi (7-14 anni), lo svolgersi della celebrazione è descritto molto bene nel Rito dell’Iniziazione cristiana degli adulti (RICA – PDF allegato). Il contesto è quello della Veglia pasquale, in cui al Battesimo segue subito la celebrazione della Cresima e l’ammissione per la prima volta alla santa Comunione. Tale prassi è riservata al Vescovo o ai presbiteri da lui delegati.
- Bambini fino ai 7 anni. Si fa riferimento al Rito del Battesimo dei bambini (RBB – PDF allegato), che lo presenta nella sua forma stazionale. Sinteticamente, lo svolgimento prevede:
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- Prima “statio”: i riti di accoglienza sono celebrati presso la porta (fuori dalla chiesa), indicando così l’ingresso nell’ovile attraverso Cristo che è la “porta delle pecore” (cfr. Gv 10,7). Quindi, il celebrante impone al battezzando il nome (cfr. Gv 10,3) e compie su di lui la signatio Crucis (in cui la Croce vale da “marchio a fuoco” delle pecore che divengono “proprietà del Buon Pastore” (cfr. Gv 10,11).
- Una prima processione conduce dalla porta all’ambone, possibilmente con il canto di un salmo o un inno riferito all’ingresso nella casa del Signore.
- La seconda “statio” si fa presso l’ambone, dove si celebra la Liturgia della Parola. Si raccomanda l’uso del Lezionario per le Messe Rituali (sezione “Battesimo dei bambini” pp. 11-74), evitando di ricorrere ai sussidi predisposti dalle editrici cattoliche. Le letture possono essere così distribuite: nel caso di un’assemblea matura, praticante e ricettiva, anche tre (il Profeta – oppure Atti o Apocalisse, nel Tempo di Pasqua –, una lettera paolina e il Vangelo, con i canti interlezionali del salmo responsoriale e del canto al Vangelo). Quando fosse utile il criterio dell’ad modum recipientis recipitur e ci si trovasse di fronte a persone poco avvezze al celebrare cristiano, si può ridurre a due letture con il canto interlezionale, fino a limitarsi a una, con il solo Vangelo. Dopo l’omelia, si chiude la Liturgia della Parola con una preghiera dei fedeli, possibilmente unita a una breve invocazione (non è la litania) dei santi, che culmina con l’unzione con l’olio dei catecumeni sul petto del bambino e l’orazione di esorcismo (contro il peccato originale e le insidie del Nemico).
- Una seconda processione conduce dall’ambone al fonte battesimale per la Liturgia del sacramento. Si può cantare il salmo 23 (22), che evoca i tre sacramenti dell’Iniziazione cristiana (le “acque tranquille”, l’“olio” sul capo, la “mensa” davanti ai nemici).
- Presso il fonte si fa la terza “statio”. Qui, dopo la benedizione dell’acqua, i genitori e i padrini (segno della paternità/maternità della Chiesa, che genera e partorisce alla fede i propri figli) fanno la rinuncia a Satana e la professione di fede, cui tutti danno l’assenso con l’Amen. Segue il Battesimo per immersione (il bambino viene fatto scendere nell’acqua tre volte, la terza anche con la testa, sorreggendolo per le ascelle e immergendolo verticalmente; in questo caso è richiesta la preparazione di una vasca mobile adeguata), o almeno per infusione (versandogli per tre volte l’acqua sul capo). Si fa quindi un canto di acclamazione e il Battesimo si conclude con i Riti esplicativi: l’unzione con il Crisma (anticipazione non sacramentale della Cresima), la consegna della veste bianca (segno dell’illuminazione ricevuta, per cui il Battistero in Oriente veniva chiamato “Photistérion”, dal greco “phos”, “luce”) e del cero acceso (metafora pasquale), il rito dell’Effatà (l’apertura all’auditus fidei, all’ascolto dell’annuncio della salvezza).
- Una terza processione conduce dal fonte battesimale all’altare. Un canto pasquale o di sapore ecclesiale può accompagnare i passi del corteo.
- La quarta stazione si fa all’altare. I genitori con il bambino e il presbitero recitano lì la Preghiera del Signore, il Pater noster, per annunciare e richiamare il giorno in cui il bambino sarà ammesso per la prima volta alla santa Comunione. Segue la benedizione.
- Si può andare processionalmente al luogo di culto alla Beata Vergine Maria e qui con un canto (anche il Magnificat) guardare alla maternità ecclesiale della Vergine affidandole il bambino perché possa proteggerlo.
Bibliografia
- RICA (PDF) e RBB (PDF)
- Catechesi mistagogiche di Cirillo di Gerusalemme (PDF)
- Frédéric Manns, Nuova evangelizzazione. La riscoperta del battesimo, 2012.
