Nell’acqua… ha inizio una vita nuova

Uno dei gesti più evocativi della Veglia pasquale è l’immersione (triplice) del cero pasquale nel fonte battesimale durante la preghiera di benedizione, che ripercorre tutta la teologica biblica dell’acqua, dallo spirito che si librava sulle acque della creazione, alla prefigurazione nel diluvio, alla liberazione dalla schiavitù dei figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati, fino alla santificazione delle acque del Giordano col Battesimo di Gesù, perché, oggi come allora, l’acqua segnasse la fine del peccato e l’inizio della vita nuova.

Il cero, simbolo del Risorto, prefigurato dalla colonna di fuoco che guidava Israele, immerso nell’acqua del fonte, la trasforma e la santifica. Come la colonna di fuoco mutò il mare minaccioso e favorì la bonaccia e dunque la salvezza, così il cero-Cristo santifica e trasforma il mare del peccato e della morte in acqua che libera e purifica coloro che vi rinasceranno nel sacramento del Battesimo. È la fecondità della Chiesa-sposa che nasce dal costato trafitto del suo Sposo e Signore.

L’Ordo lectionum Missae in questo ciclo liturgico anno A riprende i temi battesimali dell’antico Lezionario romano e può essere seguito ogni anno, secondo le esigenze pastorali, in special modo se in una comunità ci sono catecumeni. La Chiesa partecipa nella fede-conversione al mistero di Cristo che entra nei quaranta giorni sospinto dallo Spirito nel deserto, digiuna, è vittorioso nella tentazione, fu trasfigurato e il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce (le prime due domeniche del Tempo di Quaresima di ogni ciclo liturgico ci offrono questi due episodi), si manifesta alla Samaritana al pozzo di Giacobbe come sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna (III domenica), si rivela quale luce del mondo al cieco nato (IV domenica) e, infine, è la risurrezione e la vita di fronte alla morte dell’amico Lazzaro (V domenica).

Don Angelo Passarotto

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